News su Riscaldamento, Caminetti, Stufe, Barbecue

L’importanza dei sensori nei sistemi di sicurezza antincendio

5

Per i sistemi di sicurezza antincendio, i sensori rivestono un ruolo di fondamentale importanza: essi, infatti, negli impianti di rilevazione contribuiscono alla prevenzione e al contrasto di fenomeni potenzialmente pericolosi: la tempestività è una caratteristica indispensabile per la sicurezza, ed è questo il motivo per il quale si deve fare il possibile per evitare scoppi di incendi. Ciò è possibile anche grazie ai sensori di temperatura, che nei dispositivi di rivelazione dei fumi e degli incendi sono gli strumenti che consentono di identificare l’esistenza di un eventuale principio di incendio. Quasi sempre sono dispositivi elettronici in grado di comunicare con la centralina di allarme degli incendi.

I sensori di fumo puntiformi

Nel novero dei rilevatori di fumo che possono essere utilizzati a tale scopo ci sono i sensori antincendio di fumo puntiformi, che nella maggior parte dei casi vengono applicati ai soffitti degli ambienti degli edifici che sono caratterizzati da un carico di incendio medio o elevato: si pensi, per esempio, agli stabilimenti di produzione o ai magazzini che contengono prodotti infiammabili o combustibili. Tali dispositivi di rivelazione sono tra i più comuni, dal momento che il fumo è un fenomeno che viene tipicamente generato da qualunque incendio. L’attributo “puntiforme” deriva dal fatto che, dopo essere stato installato, il dispositivo rappresenta un punto di rivelazione.

Le diverse tipologie di rivelatori

Anche grazie all’aiuto dei sensori di umidità è possibile identificare la comparsa di incendi. Va detto, comunque, che ci sono varie tipologie di sensori e di dispositivi di rivelazione che possono essere utilizzate a questo scopo, differenti le une dalle altre anche in funzione del fenomeno che riescono a rilevare. Ecco, allora, i rivelatori di temperatura, i rivelatori di fiamma, i rivelatori a campionamento, i rivelatori di fumo a ionizzazione e i rivelatori ottici di fumo. Ognuno di questi strumenti è dotato di circuiti elettronici attraverso cui è possibile ridurre la comparsa di falsi allarmi.

Le caratteristiche di un impianto antincendio

Un impianto di rivelazione degli incendi è costituito da varie componenti che, come si è detto, hanno la capacità di individuare, e dunque di segnalare, la presenza di un incendio in qualunque tipo di infrastruttura. Tipicamente i dispositivi di rivelazione di questo tipo sono formati da strumenti elettronici che hanno la capacità di rilevare le variazioni di calore e la presenza di fumi, così come i principi di incendio, a seconda dei fenomeni fisici che sono correlati allo sviluppo di un incendio. Questi tipi di impianti vengono utilizzati fra l’altro negli enti pubblici, nelle strutture sanitarie, nei centri commerciali, nei complessi alberghieri e in generale negli ambienti industriali.

I sensori di temperatura e umidità

I sensori di temperatura e umidità sono contraddistinti dalla rilevazione di questi due elementi all’interno del chip: temperature elevate e bassissima umidità indicano un elevato rischio.
In un sensore di questo tipo, le uscite possono essere digitali o analogiche, così da assicurare una integrazione il più possibile versatile in qualunque condizione di applicazione. I modelli digitali sono caratterizzati da diversi benefici, a cominciare dalla potenziale immunità alle variazioni di tensione di alimentazione, ma anche alla semplicità di integrazione a bordo di schede con microprocessore.

Quando c’è bisogno degli impianti di rivelazione incendi

Per poter essere conformi alle leggi in vigore, i rivelatori incendi devono rispettare le prescrizioni contenute nelle norme europee EN54, in cui vengono definite le caratteristiche fisiche e tecniche. Gli impianti, tra l’altro, sono richiesti dalle compagnie assicurative; in effetti la loro presenza consente di sfruttare condizioni migliori. A tutela del proprio rischio, le imprese prevedono delle specifiche caratteristiche che devono essere rispettate dagli impianti, tanto dal punto di vista della progettazione quanto a livello di manutenzione. Se gli standard sono rispettati, gli eventuali danni che vengono provocati dagli incendi sono risarciti in maniera integrale.

Come sono fatti i rivelatori automatici

Come si è visto, dunque, è grazie ai dispositivi di rivelazione fumi e incendi che si può rilevare la presenza di un principio di incendio. La loro ubicazione deve essere in corrispondenza del soffitto degli ambienti in cui vengono installati, proprio perché nel corso di un eventuale incendio sia il calore che il fumo vanno verso l’alto. I rilevatori a campionamento permettono di monitorare apparecchiature elettroniche specifiche o determinati ambienti: per esempio un quadro elettrico o un centro di elaborazione dati.

I rivelatori di fumo a ionizzazione

I rivelatori di fumo a ionizzazione sono in grado di rivelare qualsiasi tipologia di fumo venga generato da una combustione. All’interno di tali rivelatori ci sono un catodo e un anodo ai quali si applica una differenza di potenziale, situati in prossimità di una sorgente radioattiva, la quale ionizza l’aria in modo che fra gli elettrodi passi una corrente elettrica costante e debole. Se c’è del fumo, la corrente elettrica si riduce, in quanto esso assorbe le particelle alfa che vengono generate dall’americio: così scatta l’allarme.