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Riduzione dei costi energetici, senza rinunciare al comfort termico in estate

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La tematica che ci accompagnerà per tutta la stagione estiva, con una breve pausa primo dell’arrivo dell’inverno, resta sempre quella relativa ai consumi energetici di casa.

Come possiamo evitare di pagare bollette salatissime e, nel contempo, evitare di rinunciare al conseguimento di un reale benessere termico in casa, tanto importante sia per la nostra salute che per quella dell’ambiente?

In tal senso l’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, in questi giorni ha voluto creare una sorta di decalogo da seguire per renderci più autosufficienti dalla dipendenza energetica in casa.

Bisogna considerare che non stiamo di certo parlando di comportamenti o azioni così innovative.

É risaputo che, per conseguire un reale risparmio energetico in casa, dobbiamo attuare una serie di comportamenti virtuosi, unitamente a interventi che consentano di ridurre il livello di dispersioni termiche con l’ambiente esterno (soprattutto quando la colonnina supera di gran lunga i 30 gradi!).

Vediamo alcuni punti salienti relativi a questo decalogo ENEA.

Consigli semplici per ridurre la dipendenza energetica

Il primo punto riguarda il corretto uso dei condizionatori in casa.

Non è difficile immaginare come presso molti edifici privati si ami utilizzare i sistemi di raffrescamento alla stregua di un potente frigorifero, creando condizioni sicuramente molto gradevoli, ma per nulla convenienti sul piano dei consumi energetici.

In poche parole i consigli per un corretto uso dei climatizzatori sarebbero i seguenti:

  • mantenimento della temperatura su valori molto più elevati rispetto ai 20-22 gradi che si vedono in tante case (basterebbe tenerlo acceso anche sui 27-28 gradi con funzione deumidificatore, per togliere gran parte del fastidio provato nelle giornate afose e risparmiando molto in bolletta);
  • a un corretto uso giornaliero, che dovrebbe essere limitato solo nelle fasce orarie più sensibili, dovrebbe accompagnarsi un raffrescamento naturale dell’abitazione durante le ore notturne (tenere quindi aperte le finestre, ovviamente munite di zanzariera, consentono di raffrescare l’abitazione senza consumare nulla);
  • il raffrescamento può essere consentito di giorno, quando si tiene il condizionatore spento, anche solo mantenendo le persiane chiuse, favorendo così l’ombreggiamento e abbattendo i consumi di almeno il 50%;
  • controllare l’efficienza energetica del condizionatore in uso e valutarne un cambio con modelli nuovi e che garantiscono consumi intelligenti.

Il secondo punto riguarda l’uso, ove possibile, di impianti che consentono l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili.

È il caso dei pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, che possono coprire il fabbisogno di un’intera famiglia per tutto il periodo primaverile ed estivo, consentendo un notevole risparmio.

L’uso di pannelli solari termici e fotovoltaici può consentire anche un abbassamento cospicuo del livello di dipendenza dalle forniture di energia elettrica, portando in certi casi a ottenere anche una vera e propria indipendenza.

Seguono anche altri consigli minori, come la sostituzione delle lampade a incandescenza con i nuovi modelli a led, sicuramente più performanti.

Il tema più importante: la riduzione delle dispersioni termiche

A meno che la vostra casa non sia di nuova costruzione, e quindi provvista di tutte le componenti necessarie per renderla davvero performante dal punto di vista energetico, rimarrà sempre una problematica irrisolta.

Esistono in commercio anche modelli di casa passiva che uniscono in un unico edificio tutte quelle componenti positive che deve possedere un’abitazione per essere realmente indipendente sul piano energetico.

Ma come detto, questo genere di edifici è ancora molto raro, e sono troppe le famiglie che ancora abitano in case che sono datate e con serie problematiche sul piano del corretto efficientamento energetico.

Che si cambi il modello di condizionatore, che si cerchi di raffrescare la casa usando metodi alternativi, va comunque detto che, fino a che l’abitazione continuerà a generare importanti dispersioni termiche.

Qual è la capacità del nostro edificio di essere attraversato dal calore in estate?

E di contro, quanto del calore prodotto in inverno si riesce a mantenere realmente?

Non c’è niente da fare, possiamo mettere in pratica tutti i correttivi possibili e immaginabili, ma se la casa ha un elevato grado di dispersione termica, sarà quasi come ritrovarsi a stare in un’imbarcazione che imbarca acqua, nonostante i nostri sforzi di buttarla fuori.

Quel che conta, in questo caso, è tappare la falla!

Per un edificio può diventare la stessa cosa: isolando termicamente l’abitazione, avremo modo di creare un involucro resistente agli scambi termici che avvengono continuamente con l’ambiente esterno, e che diventano molto più frequenti in contesti di temperature esterne roventi, ma anche rigide!

Come si riducono le dispersioni termiche in casa?

Sicuramente non si possono eseguire interventi casuali.

È necessario innanzitutto contattare un esperto del settore che saprà valutare la condizione del vostro edificio (anche sulla base di cosa ci dice la certificazione energetica APE, documento che identifica le prestazioni energetiche e il consumo annuale di energia in casa).

Premesso che non ci sono interventi universalmente risolutivi, e che molto dipende dalle condizioni dell’edificio in questione, bisogna comunque sottolineare che:

  • la maggior parte delle dispersioni di casa passano per le pareti, almeno per il 60% del totale;
  • seguono a distanza con il 20% le dispersioni relative al tetto;
  • con percentuali più basse, si va poi a considerare finestre e infissi.

Risulta chiaro che un’attenta analisi dovrebbe partire sempre dal valutare il corretto isolamento delle pareti di casa, interne ed esterne.

Il mercato fortunatamente consente di valutare una serie di alternative che consentono la coibentazione delle pareti in edifici datati ed energivori.

L’uso del cappotto termico è senza dubbio particolarmente in auge, ma non sempre è possibile farlo.

Pensiamo ai condomini, dove si rende necessario trovare un accordo che consenta di dare il via libera ai lavori, ma pensiamo anche a edifici vincolati architettonicamente, dove ci sono limitazioni in tal senso.

Ci sono anche delle valide alternative che si possono considerare in totale autonomia.

Se l’edificio è provvisto di intercapedini è possibile eliminare lo spazio in esso presente e recuperare già nel brevissimo periodo fino a 2-3 gradi centigradi, consentendo così un notevole recupero di benessere termico in casa, che eviterà il continuo ricorso a impianti di raffrescamento e raffreddamento.

Valutare la condizione delle intercapedini di casa è semplice, ma solo se vi affidate a professionisti seri, che possono eseguire attenti interventi di verifica e valutare se è il caso di intervenire.

Sono lavori che, inoltre, non necessitano di particolari lungaggini burocratiche e sono anche particolarmente rapidi (l’importante è che a eseguirli ci sia sempre un vero esperto, mai affidarsi a soluzioni fai da te!).

Conclusioni

Come visto l’ENEA ha rilasciato una serie di indicazioni che sicuramente possono aiutare a contenere la spesa energetica di casa.

In fondo basta, come in tutte le cose, una certa dose di buon senso, per non consumare eccessivamente.

Ma abbiamo anche visto come la vera differenza la fa soprattutto una risoluzione alla radice della problematica che genera la necessità di ricorrere a impianti di raffrescamento e riscaldamento.

Ecco perché è importante saper trovare una soluzione che consente di ridurre la dipendenza energetica e, contestualmente, mantenere un elevato livello di benessere termico in casa.

Rivolgiamoci sempre a un vero esperto del settore; una buona analisi termica e del livello delle dispersioni in casa, ci consentirà di capire davvero dove intervenire, salvaguardando il nostro portafoglio e trovando il modo di vivere serenamente anche i difficili mesi estivi.