le stufe a legna influiscono sul clima

Le stufe a legna influiscono sul clima?

Ecologia

Molte persone nel mondo adorano riscaldarsi con le stufe a legna.

Questa modalità di riscaldamento è facile da osservare quando, in inverno, ci si trova in campagna o in montagna.

Cataste di legno sono ammassate lungo le pareti delle case ed il fumo sale dai camini, specialmente nelle giornate più fredde.

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Anders Arvesen, un ricercatore nel programma di ecologia industriale presso l’Università norvegese di scienza e tecnologia (NTNU) ha affermato:

Le nostre scoperte mostrano un quadro complesso: questa forma di riscaldamento ha un notevole effetto riscaldante sul clima, che è motivo di preoccupazione, ma allo stesso tempo, la combustione del legno provoca anche un raffreddamento significativo, e questo è incoraggiante.

Arvesen e il suo collega Francesco Cherubini sono stati tra i coautori di un importante studio sugli impatti climatici in Norvegia appena pubblicato da Scientific Reports.

Lo studio ha analizzato i cosiddetti sistemi stazionari di bioenergia basati sul calore delle stufe a legna e del teleriscaldamento a base di biomassa legnosa.

Sono state fatte molte ricerche su questo argomento, ma fino ad ora non abbiamo mai condotto uno studio così completo dei vari effetti a livello nazionale: è la prima volta che consideriamo tutti i diversi fattori in un singolo studio.

dice Cherubini, che è un professore del programma di ecologia industriale di NTNU.

Il progetto di ricerca chiamato CenBio, incentrato sulle innovazioni nella bioenergia, è stato supportato da NTNU in collaborazione con SINTEF Energy, l’Istituto norvegese di ricerca sulla bioeconomia (NIBIO) e l’Università norvegese di scienze della vita (NMBU).

I 35 membri dell’OCSE hanno deciso nel 1991 che le emissioni di CO2 prodotte dalla combustione della biomassa non dovessero essere prese in considerazione nel conteggio delle emissioni di CO2.

La teoria era che la natura avrebbe riassorbito il biossido di carbonio rilasciato dalla combustione, ottenendo un saldo netto pari a zero.

Purtroppo non è così semplice.

Arvesen spiega meglio:

La bioenergia delle foreste è carbon neutral, nel senso che le foreste sono una risorsa rinnovabile: gli alberi assorbiranno CO2 mentre crescono, ma temporaneamente ci sarà una maggiore quantità di CO2 nell’atmosfera

La deforestazione può influire negativamente sul clima, considerando anche le emissioni prodotte dai macchinari pesanti utilizzati per il disboscamento.

Ma le aree disboscate possono effettivamente avere un effetto di raffreddamento, perché le aree aperte riflettono più luce solare in entrata nell’atmosfera rispetto alle aree boschive.

Arvesen parlando della situazione norvegese afferma anche:

L’effetto di raffreddamento varia a seconda del luogo dove si svolge il disboscamento, dal momento che diverse parti della Norvegia hanno condizioni di neve e densità forestale molto diverse.

Lo studio CenBio sulle stufe a legna

Lo studio CenBio ha preso in considerazione tutti questi fattori.

Ha anche analizzato in che modo le altre emissioni di legna bruciata influenzano il clima.

Dai camini escono anche gas metano e molti atri tipi di particelle.

Queste particelle possono assorbire e riflettere la radiazione solare.

Mentre le particelle di carbonio organico hanno un effetto di raffreddamento, il carbon black, noto anche come fuliggine, ha un effetto riscaldante sul clima.

La fuliggine distrugge anche parte della capacità della neve di riflettere la luce solare perché cambia il colore del paesaggio innevato e contribuisce all’aumento della neve sciolta.

Secondo lo studio, in Norvegia il nero di carbonio proveniente dalla combustione della biomassa rappresenta 1,6 milioni di tonnellate di CO2.

Arvesen ha dichiarato:

La nostra analisi indica che il nero di carbone è la ragione principale del riscaldamento del clima e sono rimasto sorpreso di quanto fosse importante l’effetto della fuliggine, sebbene non fosse del tutto inaspettato: la combustione del legno genera molte emissioni di polvere.

Cherubini pensa che siano necessarie ulteriori ricerche in questo settore.

Sottolinea anche che ridurre le emissioni di anidride carbonica avrà anche un effetto positivo sulla salute grazie al miglioramento della qualità dell’aria.

Tuttavia, secondo Cherubini

è ancora meglio riscaldare con il legno che bruciare i combustibili fossili.

Cherubini sottolinea anche che si stanno sviluppando ulteriori possibilità tecnologiche che si tradurranno in nuove e migliori stufe.

Le persone possono immediatamente ridurre le emissioni di particelle dannose per l’ambiente, sostituendo le loro vecchie stufe.

Molte persone hanno già sostituito le loro stufe a legna obsolete con altri modelli più nuovi e più puliti; questo svecchiamento ha più che dimezzato le emissioni di fuliggine dai primi anni del 2000.

Complessivamente, il riscaldamento con il legno in Norvegia è leggermente diminuito.

Secondo Statistics Norway, la quantità di legno bruciato in stufe con tecnologia obsoleta è diminuita di oltre il 75 per cento negli ultimi 20 anni.

Le vecchie stufe a legna emettono più nero di carbonio rispetto a quelle nuove.

E se il trend positivo continua, le emissioni di legna da ardere dovrebbero scendere allo stesso livello delle stufe a pellet nel prossimo futuro.

Secondo lo scienziato SINTEF Morten Seljeskog, la sfida sta nelle particelle più piccole:

La fuliggine è composta da particelle piccole come il nanosize, che sono le più difficili da eliminare. I ricercatori stanno lavorando per capire quali contromisure devono essere prese nella camera di combustione per ridurre al minimo le emissioni.